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Lo stabilimento Brogi sul Lungarno alle Grazie - Stampa ai sali d'argento 24,8x12cm.

Colosseo - Roma

Carlo Brogi

Piazza Goldoni - FI

 

“Questo sito creato e sostenuto da Silvia e Vincenzo Silvestri; ha come scopo lo studio, l’approfondimento e la valorizzazione dell’opera dei Brogi Fotografi Editori, che hanno operato a Firenze ad iniziare dalla metà del XIX° secolo fino alla metà del XX°.

Nessuna attività economica o commerciale è collegata al sito, che opera unicamente senza scopo di lucro.”

Breve presentazione

Lo stabilimento fotografico Giacomo Brogi di Firenze e il suo fondatore Giacomo, rappresentano in pieno il periodo della metà 800 delle scoperte e delle sperimentazioni; partecipando alla rapida evoluzione delle borghesie europee in cammino verso la modernità.

Dopo la fase di sperimentazione della fotografia, con la messa a punto di Talbot, del procedimento negativo positivo, per la fotografia inizia un nuovo periodo aprendo il campo commerciale della duplicazione dell’immagine.
In questo periodo Giacomo Brogi muove i primi passi di quella che diventerà l’attività di un fotografo editore, che nel tardo 800 impiegava 85 dipendenti nello stabilimento di Corso Tintori a Firenze.

Intuito, coraggio, grande voglia di fare di un’incisore che già lavora con l’immagine e afferra immediatamente il valore dirompente di questa nuova tecnica di produzione e duplicazione delle immagini.

Facendo un punto sull’epoca e sui personaggi, vediamo che la borghesia Fiorentina è attiva e pronta a capire i tempi nuovi. e i risultati delle nuove scoperte vengono accettati con entusiasmo, elaborati e resi adatti alla realtà italiana e fiorentina in particolare. I collegamenti con le altre nazioni europee sono attivi e le conoscenze si trasmettono rapidamente.

Immaginando la Firenze dell’epoca, con i suo grande patrimonio artistico e museale, l’Università, i grandi istituti di ricerca, le scuole d’arte, l’accademia e gli studi dei pittori. Gli editori gli scrittori e il modo culturale collegato, in una Firenze inserita nel “Gran Tour”, abitata stabilmente da una folta comunità di stranieri, fra cui prevalente la comunità inglese.
Giacomo Brogi capisce il valore dell’immagine fotografica, delle sue grandi possibilità di utilizzo e la applica al paesaggio italiano e alla sua arte in prevalenza. Soprattutto in questo campo si sviluppa la sua attività di fotografo editore.

Nello studio di Corso Tintori si farà anche ritratto e con Firenze Capitale si terranno contatti con personaggi importanti in campo nazionale; artisti, politici, editori, musicisti, pittori e scultori, poeti e personaggi del teatro e dell’opera. Lo Stabilimento Giacomo Brogi, assume così la sua funzione di produrre immagini per i vari campi di impiego, sempre alla ricerca delle tecniche espressive più adatte alle necessità della propria clientela. Allora era tutto da inventare, lo stabilimento disponeva di una falegnameria interna che alla bisogna poteva produrre macchine attrezzi e accessori non reperibile sul mercato. Quello che si poteva trovare, ed era molto; obiettivi dall’Inghilterra, dalla Germania, otturatori dalla Svizzera, macchine fotografiche e pellicole dalla Francia. Ma anche il Italia si produceva e lo stabilimento aveva tutto e il meglio di tutto.

Firenze e tutta l’Italia devono essere riconoscenti a Giacomo Brogi. Grazie a lui ed a altri personaggi del suo calibro, l’Italia ha trasmesso la sua arte e la sua cultura nel mondo moderno, con un mezzo potente e capace di andare oltre i linguaggi e le colture con una sintesi immediata che parla a tutti, iniziati e non. La fotografia.